It’s all ’bout fashion. In Italia Facebook è uno status symbol come l’iPod. Se non hai un profilo, non sei nessuno. Se non hai una lista di 100 amici, sei un perdente. Se non sei un facebooker insomma non sei trendy. Beh, è solo moda.
Gli italiani, si sa, adorano qualsiasi cosa faccia moda. Dopotutto sono dei maestri (del design, del gusto, dell’immagine). Ma al tempo stesso anche vittime delle stesse regole. Così, oggi, il trend assoluto, la mania di turno è Facebook. Non hanno l’ADSL ma aprono un account su Facebook. Non hanno la digitale ma caricano foto a più non posso. Sono dei solitari ma la friend list è a quota 622!
Interessante vero? Così, così… In definitiva non è questo che sorprende. La solita vecchia novità è che il tam-tam dei media continua a funzionare alla perfezione.
Qualche anno fa è capitato con l’iPod. Tutti impazziti per quello strano oggetto che veniva chiamato player e suonava non canzoni ma file mp3. E dire che Steve Jobs con la sua creatura, la Apple, era arrivato ultimo. E come ultimo aveva scopiazzato secondo la più “bella” tradizione tecnologica. Una delle derubate, la Creative, aveva sfornato un player molti anni prima e passato pressocché inosservato (provate a chiedere a un facebooker se conosce la Creative, il Muvo, lo Zen).
La Apple, grazie al potere mediatico ed economico di cui dispone, ha imposto l’iPod trasformandolo in uno status symbol. Il meccanismo è stato identico per Facebook.
Nato per caso e solo dedicato agli studenti di Harvard, Facebook ha subito la stessa sorte. E come per l’iPod, c’è una Creative anche per Facebook: Classmates.com. E’ chiaro che è tutta un’altra cosa se c’è Harvard di mezzo. Gli occhi della finanza stazionano nei paraggi del MIT, di Princeton, Yale, Stanford e… Harvard. Niente di più semplice e redditizio che puntare sulle idee della Ivy League. Infatti cosa sarebbe successo senza i soldi di Peter Thiel? Comunque la morale della favola è Classmates (o Reunion.com) a mare, Facebook a bordo…
E in Italia? Beh, qualcuno si è accorto di Badoo (prima Bloo) o NetLog? Se non NetLog, almeno Badoo ha centinaia di migliaia di iscritti (non so quanti membri attivi) già da un paio d’anni. E le funzionalità sono identiche. Lasciamo perdere il discorso dei fan di Facebook che sottolineano le potenzialità delle sue applicazioni (che in Italia NESSUNO usa) e vedremmo che il profilo, la gestione delle foto, l’aggancio degli amici, la messaggistica sono quasi identici.
Allora perché Badoo ha “fallito”? Semplice. Perché mai la Repubblica, Corriere della Sera, Panorama, L’espresso, Rai, Mediaset, il popolo della blogosfera e chi ne ha più ne metta ne hanno parlato, discusso o analizzato.
Dopotutto Facebook è un “all american”, stylish, cool, politically correct (quando pare a Zuckerberg), aristocratico e ricco: chi se la sentirebbe di rinunciare ad una Ferrari per una Matiz?
Come diceva il vecchio Marshall: il mezzo è il messaggio.
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