Ashley Madison, ovvero l’infedeltà che vende. Da perfetto sconosciuto, il sito di online dating è diventato un caso internazionale dopo l’esclusione dai commercials passati durante il Superbowl 2009.
La dating agency canadese sarebbe un sito come altri se non fosse stato per la CTV, uno dei grandi network televisi nordamericani, che, dopo aver deciso la sua esclusione dagli spot in rotazione per la finale di football americano tra gli Steelers e i Cardinals, ne ha decretato involontariamente il successo straordinario.
Ma perché tanto clamore? In effetti Ashley Madison non è una agenzia come tante. Al pari di altre realtà “alternative” del web conta milioni di membri (più di tre) ma poca popolarità. La spiegazione è nel ”prodotto” che vende: l’infedeltà.
Esattamente: Ashley Madison è un sito di online dating per fedifraghi. Come recita anche la mission del marchio canadese (“Life is short, have an affair”) il sito di incontri è il luogo preferito di coloro i quali, già sposati, sono in cerca di avventure, relazioni e serate piccanti con persone anch’esse già sposate.
Creata nel 2001 e lanciata sul web nel 2002, Ashley Madison contava nel 2003 solo 50.000 iscritti. Ma con l’esplosione del online dating alternativo (AdultFriendFinder, SexyAds, etc.) il sito canadese arriva al suo primo milione di utenti tra il 2005 e il 2006.
I numeri fanno impressione e ci si chiede se siano realmente veri. Attendibili o meno, ci resta la sensazione dell’attualità di un servizio, di cui pare in molti non possano fare meno. Vedi Kobe Bryant (il fuoriclasse del basket statunitense), che l’anno scorso, dopo essersi iscritto alla ricerca di un’avventura extra matrimoniale, incontrò niente poco di meno che… la stessa moglie!
Per i curiosi, vi invito a sfogliare il materiale di archivio di spot e articoli; per tutti i gelosi e le gelose, occhi aperti su… Ashley Madison!
Popularity: 32% [?]
Contenuto correlato
Leggi i commenti via feeds o, se citi l'articolo, non dimenticare il trackback

























Commenta questo articolo per primo!
Articolo correlato
Contribuisci con un tuo commento: